
Umbertide, passegiata lungofiume / ©iStockphoto
Monumento simbolo è la Rocca, (nella foto sotto), una superba fortezza oggi adibita a Centro di Esposizioni d’Arte: la sua torre quadrata di oltre 30 metri è di posta di fronte al torrente Reggia ed è collegata verso l’interno da due torrione circolari più bassi e ad un terzo baluardo quadrato. Eretta alla fine del XIV secolo fu adibita a carcere fino agli inizi del Novecento fino a quando non venne ristrutturata dal Comune. Altri edifici di pregio sono il Palazzo Comunale e il Teatro dei Riuniti: il primo si presenta con il piano nobile rimasto inalterato nel tempo, con volte completamente affrescate e una galleria di quadri che rappresentano alcuni personaggi storici della città; il secondo, realizzato nell’Ottocento, è noto soprattutto per le due fasce di decorazioni pittoriche lungo il secondo e terzo ordine di palchi in cui sono raffigurate delle teste di insigni commediografi e autori drammatici incorniciate da corone di alloro.

La Rocca di Umbertide / © Regione Umbria
Tra gli edifici religiosi spicca la Collegiata di Santa Maria della Reggia, una splendida chiesa costruita nel XVI secolo che custodisce diverse opere di valore tra cui una Trasfigurazione di Cristo del Pomarancio. Si presenta con una forma piuttosto originale (la si può notare nella foto sotto), in quanto è ottagonale all’esterno e circolare all’interno, con un diametro di 22 metri e per un’altezza di 40, e dal pavimento in cotto policromo del XVII secolo s'innalzano 16 altissime colonne. Leggenda narra che sia stata edificata per accogliere un’immagine miracolosa affrescata all’interno di una cappella che si trovava nelle vicinanze. La Chiesa di San Francesco, di origine trecentesca, è realizzata in stile gotico e presenta un bel portale ad arco tribolo mentre in stile barocco è la Chiesa - Museo di Santa Croce, adibita a Museo civico dove è conservata la tavola della Deposizione della Croce di Luca Signorelli e la Madonna col Bambino in gloria del Pomarancio. La Chiesa di Santa Maria, del 1486, custodisce invece affreschi del Pinturicchio. Anche la zona circostante offre interessanti spunti, specialmente per escursioni nel verde incontaminato delle colline ricche di castelli come Civitella Ranieri, Serra Partucci, Montalto, Romeggio, abbazie come Montecorona o borghi quali Monte Migiano, Preggio, Santa Giuliana.

Esterno della Collegiata di Santa Maria della Reggia / ©iStockphoto
La festa che rende famosa Umbertide
Ogni anno, a settembre, la città fa un salto nel passato per tornare nel XIX secolo con la Festa di settembre di fine Ottocento, una rievocazione storica che propone cultura, musica e cucina tipici del XIX secolo. L’evento celebra quel momento in cui Umbertide, annessa al Regno d’Italia e liberata da quello della Chiesa, si era risvegliata dal torpore in cui era stata costretta per anni. E’ quindi un turbinio di spettacoli, cultura, giochi popolari, poesia e cucina di quel tempo, dove tutto viene riproposto con estrema fedeltà. Conosciuta come La Fratta dell’800, si svolge durante il mese di Settembre in quanto, sin da tempi remoti, era questo il periodo in cui la popolazione organizzava i festeggiamenti in occasione della tradizionale ricorrenza della “Madonna della Reggia”, una delle rare occasioni durante la quale anche i cittadini dei paesi circostanti affollavano le vie e le piazze del borgo, animate dai banchi dei commercianti ed illuminate a festa dai proprietari delle Taverne e delle Locande. Tutti, dai contadini ai commercianti, dagli artigiani ai soldati, dai nobiluomini ai mercanti vivacizzavano l’ambiente con la loro presenza, in una rumorosa ed allegra commistione di costumi, ai quali si aggiungevano degli artisti di strada, dei musicanti e degli attori che rappresentavano opere su palchi improvvisati montati nelle piazzette del borgo.

Coppia con costumi ottocenteschi / ©iStockphoto
Le “Feste di Settembre” sono state importanti anche come fattore propriamente sociale, in quanto erano l’occasione per apprezzare i primi segni del mondo più evoluto che qui non erano consociati in quanto assoggettati dalle severe regole imposte dal governo pontificio. Ecco, quindi, scoprire le meraviglie del volo delle mongolfiere, lo sferragliare del treno, la trasmissione di messaggi con il telegrafo, la fotografia, le biciclette, i giornali che portavano le notizie dal mondo, i più recenti rimedi della medicina, le opere letterarie ed i melodrammi dei nuovi autori italiani e stranieri, e, in genere, quell’atmosfera di modernità che precorse il periodo imminente della Belle Epoque. Il Comitato Organizzatore ogni anno ricostruisce questo secolo cosi ricco di eventi sempre più minuziosamente: alle centinaia di figuranti in costume, alla banda cittadina anch’essa in costume d’epoca e ai tanti spettacoli si associano anche le taverne e locande aperte durante la rievocazione che offrono ogni sera una scelta di oltre 80 piatti realizzati secondo ricette tradizionali. Proprio i locali che propongono questi particolari menu costituiscono una delle maggiori attrazione dell’evento, poiché offrono l’opportunità di scoprire pietanze quasi dimenticate.