
Laguna Sud - Venezia (©Marco Usan/CC BY SA 3.0)
Una natura mozzafiatoIn origine il territorio della Valle Averto non faceva neanche parte della Laguna Veneta. La sua formazione risale al XVI secolo ed è il risultato delle opere idrauliche della Laguna Veneta realizzate dalla Repubblica di Venezia che, tra gli altri interventi, dispose, nel 1610, lo scavo del Canale Novissimo del Brenta (il Taglio di Brenta) per preservare l'ecosistema lagunare. L'allagamento della Valle Averto avviene mediante due aperture, chiamate buseni, situate in località di Lugo e di Cà Giarona del Cornio. L'oasi si estende su una superficie di 200 ettari nella Laguna Veneta lungo la strada Romea, nel comune di Campagna Lupia, sorge su una delle zone umide lagunari utilizzate per la vallicoltura, una particolare forma di allevamento estensivo di specie ittiche impiegata per secoli lungo il litorale adriatico, e comprende ampi specchi di acqua dolce e salmastra, canneti, boschi igrofili e canali che fanno parte di un delicato ecosistema esplorabile attraverso interessanti percorsi che portano alla scoperta delle suggestive rive adornate di tamerici e salicornie, e delle acque punteggiate di giunchi e splendide ninfee.
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I numerosi habitat presenti all'interno dell'oasi, la cui notevole diversificazione è legata al gradiente salino, alle diverse quote del suolo e alla diversa natura del substrato, contribuiscono allo sviluppo di una flora ricca e variegata fatta di boschi igrofili a salicacee, olmo, farnia e frassino, prati umidi che ospitano giunchi e orchidee, siepi in cui convivono ligustro e biancospino, rosa canina e tamerice, specchi d'acqua dolce incorniciati da tifeti e fragmiteti, e salmastra racchiusi tra alofite come la salicornia e l’astro marino, barene, argini, canali, acquitrini, cariceti e giuncheti, pascoli umidi. Tra le chiome di pioppi neri, ontani, olmi, frassini e farnie si si incastonao le piccole torrette di avvestamento per l'osservazione, nel rispetto della quiete, della ricca avifauna locale. Basti pensare che sono circa 15.000 gli esemplari di magnifici uccelli che frequentano l'oasi, per un totale di ben 214 specie ornitiche recensite, tra le quali si possono avvistare, in primavera, l’airone rosso, il fistone turco, il falco di palude, il cavaliere d’Italia e il martin pescatore e, nella stagione invernale, anche l’airone bianco e cinerino, la poiana e l’aquila di mare. La fauna "di terra"non è meno affascinante. Nei boschi sono state censite 25 specie di mammiferi tra cui la donnola, il tasso, la volpe e la faina. Sono 9, invece, le specie di rettili che vivono nel territorio dell'oasi, tra cui un'importante popolazione di testugini di palude, e 8 quelle di anfibi tra le quali si distingue la Rana di Lataste. Nelle acque dei bacini di acqua dolce e salata, invece, vivono ben 25 specie ittiche differenti. Tra gli invertebrati, inoltre, sono stati individuati anche alcuni endemismi.
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Tipico casone lagunare (©Amelikamelik/WWF Italia/CC BY SA 4.0)
Alla scoperta dell'oasi
Per ammirare questi affascinanti habitat occorre tempo, pazienza e silenzio, oltre all'utilizzo di binocoli per facilitare l'avvistamento delle creature che li popolano nel rispetto dei loro spazi. L'oasi è aperta al pubblico la prima e la terza domenica di ogni mese e può essere visitata liberamente, previo acquisto del biglietto di ingresso, limitatamente al percorso ridotto e all'utilizzo della zona gazebo/area picnic. Per effettuare il percorso completo occorre, invece, acquistare un biglietto per una delle visite guidate che si svolgono su prenotazione sia durante la settimana che nel weekend. La durata della visita è di circa due ore durante le quali gli accompagnatori forniscono interessanti spiegazioni che riguardano sia gli aspetti naturalistici sia quelli storico-etnografici. Il percorso, che si svolge in piano, porta alla scoperta dei differenti habitati che coesistono all'interno dell'oasi spostandosi tra bosco igrofilo, prati umidi, argini e canali, fino ai punti d’osservazione sui laghi salmastri. Su richiesta è possibile persino concordare con la direzione l'accesso in orari e con modalità specifiche per appassionati di fotografia, di birdwatching, per corsi di formazione, team building, etc. La gestione dell'area protetta è affidata al WWF che è proprietario di 84 dei 200 ettari della Riserva, in convenzione con Il Ministero dell'Ambiente. Il sito rientra di una più ampia "Zona umida di importanza internazionale" di circa 500 ettari. Sono, inoltre, presenti un Centro visite, nella bella struttura di Cà Tiepola, Sentieri Natura (uno percorribile anche dai diversamente abili), torrette e capanno d’osservazione, pannelli didattici, arnie, ed un'area di parcheggio.
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